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Da "Il Mattino" del 29/05/08
CARMEN FUSCO Nola. Un giglio d'argento, simbolo della fede che la città nutre nei confronti di San Paolino. Il sindaco di Nola, Felice Napolitano, lo ha donato al Santo Padre nel corso dell'udienza generale che ieri si è tenuta a Piazza San Pietro. Il primo cittadino ha fatto parte della delegazione di parrocchiani della diocesi di NOLA che si è recata a Roma per ringraziare il Papa di aver riconosciuto a Paolino ed alla vita che condusse, il ruolo di «modello» per la Chiesa. Era il 12 dicembre del 2007 quando Benedetto XVI, nell'aula dedicata a Paolo VI, e in presenza di 5mila fedeli, si soffermò sulla figura del Santo, contemporaneo e amico di Sant'Agostino, e dell'uomo, prima sposo di Terasia e poi monaco e vescovo. È da allora che l'arcivescovo Beniamino Depalma si è attivato per favorire la visita che si è concretizzata ieri. «È un incontro che mi ha commosso e che non dimenticherò più. Poter guardare negli occhi il Pontefice è stata per me - racconta Napolitano - un'esperienza straordinaria». Nonostante l'emozione e la solennità dell'incontro, il primo cittadino è riuscito però a chiedere al Papa un dono: «Santità ci prometta che verrà a pregare sulla tomba di San Paolino e di San Felice». «Se Dio vorrà» ha risposto il successore di San Pietro e la frase è stata colta come un segno di speranza. Se la richiesta dovesse essere accolta sarebbe la seconda volta che NOLA e la sua diocesi ricevono la visita del Papa. Nonostante sia trascorso del tempo è ancora vivo il ricordo di Giovanni Paolo II che arrivò in città il 23 maggio del 1992, 16 anni fa. Giornata di ringraziamento dunque quella di ieri. E di riconoscenza nei confronti di chi ha voluto ribadire al mondo intero l'importanza dei valori dell'amicizia e della solidarietà ai quali Paolino aveva ispirato la proprio esistenza: «Donare ogni bene ai poveri per Paolino è stato non un punto di arrivo, bensì di partenza. Gesto ben lontano da rappresentare la piena conversione, ma solo l'inizio della corsa - disse Ratzinger durante l'udienza generale del 12 dicembre - non il traguardo». È per quelle parole che ieri ben 7 pullman sono partiti alla volta di Piazza San Pietro a Roma. E a voler dimostrare personalmente riconoscenza e gioia è stato in primis il vescovo di Nola, Beniamino Depalma. D'altra parte è alla lettera che il presule scrisse al segretario generale del Vaticano per sollecitare l'attenzione «verso un uomo che nell'epoca in cui visse fu un importante punto di riferimento non solo per NOLA ma per l'intera Campania» che si deve l'intenso rapporto creato tra il Papa ed i nolani. Il giglio d'argento con la data dell'udienza incisa sulla base ricorderà la diocesi e le profonde radici religiose. L'auspicio è che adesso Benedetto XVI possa accettare l'invito che il primo cittadino gli ha rivolto a nome di tutta la comunità. Che adesso si prepara a celebrare e questa volta in casa propria un altro evento che sigilla il legame tra San Paolino ed il suo popolo: la festa dei gigli. «Una festa - che come ha più volte rimarcato il vescovo Depalma - sia soprattutto festa dello spirito, evento che davvero possa rilanciare quei valori per i quali l'uomo e il Santo sono diventati immortali».